wang1993: Federazioni: lo sport fa la rivoluzione ma per le donne resta tabù

Federazioni: lo sport fa la rivoluzione ma per le donne resta tabù

Maj 28 2017 på 03:21
Quando cadono, i dinosauri fanno rumore. Il rinnovo delle cariche delle Federazioni sportive nazionali (45 al voto scarpe air max donna entro ieri tranne l’Aeroclub che risponde al ministero dei Trasporti, alle prese con lo spinoso caso del presidente Giuseppe Leoni — condannato il 14 dicembre in primo grado a tre anni per peculato — e il Comitato Paralimpico, scorporato dal air max 95 Coni con un decreto che attende di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) è un terremoto potente, che va al di là della moral suasion predicata sul playground nostrano dal presidente Giovanni Malagò: saltano addirittura 15 presidenti federali (36,3, che nella somma delle Federazioni con le Discipline sportive diventano 25 su 60 (43,33. Un record assoluto. «Non esiste settore air max donna della vita sociale e civile del Paese che abbia subito un tale ricambio» gongola il capo dello sport italiano, che dall’attico con vista sul quadriennio olimpico che culminerà ai Giochi di Tokyo 2020 osserva un’inedita geografia federale.
La fine di un’era geologica
Come faranno le bocce a www.airmaxscarpe.it/ centrare il pallino senza Romolo Rizzoli, rimpiazzato al vertice dopo appena 24 anni da Marco Giunio De Sanctis in un clima avvelenato dalla polemica della vigilia (il presidente uscente ha presentato un esposto alla Procura di Roma contro lo www.airsportclub.it/
sfidante per un presunto tentativo di corruzione), un’accusa che certamente avrà strascichi legali? E che ne sarà dello squash orfano di Siro Zanella, in carica dal ‘97, ritiratosi nel corso dell’assemblea elettiva (come www.mascarpone07.it/ Alberto Brasca del pugilato e Francesco Purromuto, sovrano della pallamano da vent’anni), una volta capita la malaparata? Se due brontosauri come Paolo Sesti, al vertice della Federazione motociclistica dal ‘96, e Riccardo Agabio, in carica dal 2000 alla ginnastica, hanno «deciso» di smettere, se lo statuto della vela non consentiva più a un ultrasettantenne come Carlo Croce di ripresentarsi, se Malagò ha chiesto ad Alberto Miglietta (badminton) di non cumulare cariche con Coni Servizi, il taekwondo in lutto è stato costretto a rinnovarsi dalla morte dello storico presidente Sun Jae Park, maestro coreano deceduto per un malore improvviso a 78 anni, numero uno della Fita dalla fondazione. Correva l’anno 1969.
Il passaggio di consegne del volley


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